“L’unico modo per resistere a una tentazione è cedervi!” (O. Wilde)🧞‍♂️

Elezioni comunali 2021 a Pordenone

Il 2021 non porterà solo i vaccini anti-covid, l’auspicio di un ritorno alla vita normale e la speranza del rilancio delleconomia con i soldi che il Governo prenderà dal Recovery Fund. A Pordenone si rinnoverà anche il ritorno alle urne per votare un nuovo Sindaco e una nuova amministrazione comunale. Nel solito e noioso quadretto politico allitaliana che si sta delineando, manca la presenza di una donna candidata, che ristabilisca parità di genere, vivacità e novità alla campagna elettorale. Pordenone non ha mai avuto una “Prima Cittadina”, solo uomini hanno infatti custodito le chiavi della città!
Sarà la volta buona?
La politica non ha più bisogno di ideologie, ma di soluzioni concrete e innovative per i problemi da risolvere.
Io lo dico da sempre e ritengo ci sia la necessità di una politica 2.0 che guardi al futuro e al benessere di tutti; tante sarebbero le novità!
Amo Pordenone! 🖤💚
Un bacio a tutti e un abbraccio forte ai miei concittadini.
Prof.ssa Anna Ciriani

  • Elezioni Comunali 2021 a Pordenone –

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Le armi di distruzione sociale e della libertà

LE ARMI DI DISTRUZIONE SOCIALE E DELLA LIBERTA’

Alcuni giorni fa la mia attenzione fu attratta da una notizia che a molti passò, probabilmente, inosservata.
Il contenuto della notizia non trattava la politica, lo sport, la cronaca nera, i terremoti, gli uragani e nemmeno i gossip! Raccontava solamente un fatto curioso di una tribù di indios scoperta in Brasile che mai aveva avuto contatti con il mondo esterno. Una di quelle tribù che vivono ancora come 1000 anni fa e che non conoscono nulla del progesso e della civiltà. Pare che durante una ricognizione perlustrativa della zona, a bordo di un piccolo aereo da turismo che volava a bassa quota, degli indios, vedendo girare sopra le loro teste il veivolo, abbiano tentato di abbatterlo con archi e frecce. Insomma una scena degna del miglior film di “Indiana Jones”, ma allo stesso tempo una scena che deve farci riflettere.
Io, per un momento, ho pensato che mi piacerebbe vivere un’esperienza con loro, provare nuove e ataviche emozioni, come non avere un frigo a portata di mano o un cellulare per comunicare. No, nemmeno elettricità ma solo il sole e le tenebre. Nessuna paura di schianti in auto, ma solo il pericolo della natura! Niente denaro e tecnologia, ma solo libertà e vita. Pensando a loro sorridevo ricordando “L’Isola dei Famosi”, che inquietava i concorrenti per le condizioni avverse di sopravvivenza alle quali erano costretti! Condizioni avverse ma con medici e medicine a portata di mano, condizioni avverse con la consapevolezza di poter interrompere la propria cura dimagrante in qualunque momento.
Gli uomini di quella tribù, ultimi e veri esseri umani che hanno ancora un legame primordiale con la terra e la natura, potrebbero ricondurci sul corretto modo di vivere, insegnare ai nostri giovani a socializzare come fanno loro, riunendosi al tramonto per confrontarsi vicino al fuoco, parlare e raccontare episodi di vita o leggende antiche quanto il mondo.
Il progresso, la tecnologia, internet sono solo delle armi di distruzione sociale.
Nessun rimedio finché non ci sarà una di quelle catastrofi che spazzerà via la nostra presunzione e quella di chi ci governa, che ha permesso tutto questo trascinandoci nel vortice della solitudine.
La vertià è questa! Siamo tutti molto più soli e non sappiamo più esattamente cosa vogliamo!
Vaghiamo come dannati alla ricerca di qualcosa che non comprendiamo! Nemmeno l’amore ci soddisfa più come un tempo!
Non c’è più onestà e sincerità! Siamo finti e non conosciamo nemmeno i nostri figli come i nostri figli non conoscono noi.
La globalizzazione è la schiavitù del 3° millennio! L’Africa abbandonata al suo destino, i Paesi poveri sfruttati e schiavizzati per produrre a costi sempre più bassi e garantire sempre maggiori guadagni a delle multinazionali che con il loro potere economico determinano anche quello politico.
Il petrolio, inarrestabile nei suoi rincari e nel devastare il mondo con i suoi agenti inquinanti, arricchisce persone senza scrupoli, che dominano con la loro presunzione e arroganza chi tenta di contrattare con loro, ben consci che tra pochi anni la produzione del greggio si esaurirà.
Società alienata e stressata, insicura e triste, esaurita ed esasperata dal miraggio della ricchezza che rende felici.
La ricchezza spetta a pochi eletti, che sanno perfettamente come sfruttarci e come renderci schiavi.
Consumismo, globalizzazione e informazione hanno atrofizzato il nostro desiderio di ribellione, ingannandoci con una libertà apparente. Fanno bene a proibire internet e molte cose del consumismo in alcuni Paesi Islamici.
Un tempo non capivo, poi mi sono resa conto che le motivazioni erano solide. La loro repressione sociale non è molto differente dalla nostra! Internet dovrebbe esistere solo per dare conoscenza in ambiti costruttivi, culturali e scientifici! Al limite può essere un valido strumento per inviare documenti e messaggi, ma nulla di più. Pensate solo alla pornografia o alla possibilità di poter reperire informazioni per fare del male (come costruire ordigni esplosivi ad esempio). Il web può essere utilizzato anche per minacciare o diffamare qualcuno, per non parlare degli incontrollabili peer to peer o programmi utilizzati per scambiare dati e files.
Io imporrei delle censure che rispettino la “vera” privacy della persona e riconducano in fretta alla dimensione umana. Io voglio sapere chi è la persona che mi spedisce una email, allo stesso modo di chi è la persona che mi spedisce una lettera.
Io vorrei parlare a voce con la gente e averla vicino e guardarla negli occhi. Io non voglio avere satelliti e telecamere puntate contro di me e non voglio essere controllata. Non vorrei avere nemmeno una carta di credito per sopravvivere a un viaggio ma solo denaro contante!

Del resto questo è il “sistema” e indietro non si torna!
Oggi se dimentichiamo il cellulare a casa ci sembra di aver compromesso la giornata. Eppure basta andare indietro di vent’anni per ricordare com’era facile “sopravvivere” senza un telefonino.
Mi batterò per proporre la giornata mondiale senza cellulare. Anzi promuovo da subito una data: il 1° gennaio di ogni anno!
Mi piacerebbe che un po’ del progresso fatto facesse dei passi indietro! Desidero vedere i miei figli giocare come facevamo noi trent’anni fa, senza playstation o marchingegni elettronici, ma con la fantasia e la manualità l’abilità fisica o la furbizia. Vorrei vederli leggere un buon libro anziché saperli attaccati alla tv ipnotizzati dalla violenza o dallo humor deviante.
Voglio lasciar fuori la politica che ha già troppi probemi di suo per essere tirata in ballo in una riflessione che non porterebbe da nessuna parte, anche se una cosa vorrei esprimerla: spero che i politici comprendano l’importanza dei valori e dell’ambiente e si adoperino per promuovere e realizzare un progresso civico e scientifico a scapito di un progresso tecnologico ed economico, dal quale solo una catastrofe planetaria potrebbe liberarci!
Gli uomini di quella tribù non si renderanno mai conto di essere gli ultimi esseri umani del pianeta a vivere e morire da uomini liberi!

Prof.ssa Anna Ciriani

VI INVITO A GUARDARE IL FILM “INTO THE WILD” E SPERO

CHE VI FACCIA RIFLETTERE COME HA FATTO RIFLETTERE ME!

 

La guerra ambientale tra realtà e fantascienza

  Haarp, il programma dell’Aviazione Usa che può alterare il clima

Il progetto Haarp
Il clima cambia ma il global warming potrebbe non essere il solo reponsabile.
Si chiama Haarp, acronimo di High Frequency Active Auroral Research Program ed è un programma dell’Aviazione Usa per studiare l’alta atmosfera (ionosfera) e migliorare le telecomunicazioni. Ha sede in un laboratorio di ricerca a Gokona, in Alaska, ed è sospettato di occultare una realtà molto più inquietante: la guerra ambientale.Il sito di Gakona è di proprietà del Dipartimento della Difesa statunitense. Al suo interno, sono stati installati 180 piloni di alluminio alti 22 metri, alla cui sommità ci sono antenne capaci di trasmettere onde radio ad alta frequenza e a lunghissima distanza.
Si sospetta che tali onde, se concentrate in un punto specifico del globo, possano alterarne clima e temperatura.Ad alimentare i sospetti c’è anche il fatto che il progetto è inserito nel programma sui nuovi armamenti tecnologici che fa capo alla Difesa Strategica statunitense.
Ovviamente il pensiero corre agli eventi estremi che hanno recentemente sconvolto alcune aree del pianeta piuttosto sensibili per gli interessi geostrategici americani: tifoni di particolare violenza nei Caraibi – leggi “Cuba” e “Venezuela” – alluvioni e tempeste di neve in Cina.
E la storia insegna che il clima ha un forte impatto sulla politica interna di uno Stato, i disastri generano perdita di risorse economiche, destabilizzazione e guerra di tutti contro tutti per la sopravvivenza
Ma siamo nella fantascienza.

Più corretto è ricordare che fino alla convenzione Onu del 1977 contro le modifiche ambientali, le maggiori potenze avevano fatto ricerca sull’alterazione del clima per scopi bellici. Da qualla data in poi non si sa che direzione abbiano preso gli studi militari. Si sa invece con certezza che la ionosfera è studiata da parecchie nazioni, tra cui la Russia e i Paesi europei raccolti nel consorzio Eiscat (European Incoherent Scatter Radar) con Cina e Giappone.

Va anche ricordato che di recente la Federazione Scienziati Americani ha ammesso un “uso militare” di Haarp, orientato però solamente a operazioni di “ricognizione speciale“.
Di che si tratta? Pare che modulando i segnali radio in frequenza molto basse, sia possibile vedere cosa succede sottoterra, identificare bunker, nasconsigli, infrastrutture.
Non solo. Haarp può potenziare le telecomunicazioni usando frequenze radio molto basse ma può anche inibirle. Un suo utilizzo militare potrebbe quindi consistere nel mettere fuori uso il sistema di telecomunicazioni del nemico.

Fonte: ok notizie del 25.03.08
Il mio commento…
Qualche giorno fa a Pordenone ho assistito a un fenomeno metereologico singolare: ha nevicato per pochi minuti come fossimo in pieno inverno in una località montana ed era cosa piuttosto insolita perchè era il 24 marzo, tuonava, lampeggiava e subito dopo che ha smesso di fioccare e uscito un sole così tiepido da non lasciare traccia della nevicata.
Quando assisti a fenomeni di questo genere la prima cosa che penso e se il clima non ha subito dei cambiamenti dovuti all’intervento dell’uomo. I più anziani e le statistiche meteo, dicono il contrario ma è un dato di fatto che i danni ambientali ci sono!
Questa cosa dell’Haarp mi lascia sorpresa e perplessa! Dalla “guerra fredda” siamo passati alla “guerra ambientale”, insomma nache le strategie e gli armamenti militari si evolvono.
Prima sfruttavano il nucleare ora sfruttano la natura. Ma siamo certi che tutto sarà sempre sotto il loro controllo?
Prof.ssa Anna Ciriani

L’Antartide e le premesse di un disastro ambientale

antartide.jpg 

ANTARTIDE, COLLASSA PEZZO GHIACCIO DI 400 KM QUADRATI

WASHINGTON  – Un pezzo di ghiaccio grande 400 chilometri quadrati è collassato nella parte occidentale dell’Antartide. Lo hanno reso noto negli Stati Uniti gli scienziati del National Snow and Ice Data Center di Boulder, in Colorado, precisando che il fenomeno – cominciato il 28 febbraio scorso – è stato ripreso dai satelliti ed è stato “straordinario” “anche perché non capita di vedere tutti i giorni collassare un pezzo di ghiaccio grande quanto sette volte Manhattan”. A staccarsi dal continente antartico e a finire in mare è stato il cosiddetto ‘Asse di Wilkins’, un’area della parte occidentale dell’Antartide che gli scienziati avevano già previsto sarebbe collassata. Ritenevano però che sarebbe avvenuto tra quindici anni. Il fenomeno è stato fotografato e ripreso con un video da un aereo mandato appositamente sul posto. “Quanto avvenuto è rarissimo – hanno commentato al centro di Boulder – anche perché l’asse di Wilkins esisteva almeno da 1500 anni”. Il fenomeno è “certamente” dovuto agli effetti del cosiddetto ‘global warming’.

Il mio commento…

Bene, continuiamo a fare danni al nostro ex paradiso terrestre.

Forse pensano: “Male che vada un giorno potremo colonizzare Marte!” Il problema nasce dal fatto che i danni ambientali si susseguono a catena cono danni devastanti sull’ambiente e sull’uomo.

Prendiamola con filosofia del resto… di qualcosa si deve pur morire!

Certo è che 400 km quadrati di ghiaccio che collassa più che evento straordinario a me sembra una catastrofe ecologica!

Prof.ssa Anna Ciriani