AUGURI A TUTTE LE MAMME

AUGURI A TUTTE LE MAMME

Oggi ho voluto dedicare a tutte le mamme questa bellissima e toccante poesia di Pier Paolo Pasolini,  straordinario poeta, scrittore e regista che ha vissuto la sua infanzia nella mia terra, tra Casarsa e Sacile (PN).

Come madre mi sento di dare un unico suggerimento: rispettate sempre i vostri genitori, qualunque siano le loro colpe o i loro difetti.

Spesso amo ripetere: “Per amare davvero i propri genitori dobbiamo diventare a nostra volta genitori”. Credo infatti che solo avendo figli comprendiamo i sacrifici che hanno fatto e quanti pensieri e problemi possiamo aver dato loro!

Sento molti giovani mancare di rispetto ed educazione verso la propria madre o il proprio padre. Fino a pochi anni fa, e ancora oggi, in alcune famiglie, questo era ed è inaccettabile!

Siate educati e rispettosi verso i vostri genitori e non vergognatevi di amarli, qualunque sia la vostra età! Rispettateli sempre perché loro vi hanno creato, accudito e cresciuto! Essere madre o padre non è cosa facile!

Molti genitori, si separano, alcuni non conoscono nemmeno i loro figli, ma non sono i loro errori che devono cambiare ciò che siete voi, il vostro comportamento e la vostra dignità!

Amate sempre e comunque la vostra mamma, che vi ha tenuto in grembo e che con dolore vi ha partorito!

Auguri a tutte le mamme!

Anna Ciriani

Supplica a Mia Madre

E’ difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.
Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.
E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.
Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:
ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.
Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.
Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

Pier Paolo Pasolini 

 

 

FESTINI HARD CON I FIGLI

Festini hard con i figli: arrestata

Palermo, in manette altre tre persone

Una 30enne di Palermo è stata arrestata dalla polizia con l’accusa di aver organizzato dei festini pedofili con i suoi tre figli, tutti di età inferiore ai dieci anni. La vicenda si è consumata in un contesto di estremo degrado nel quartiere popolare di Ballarò. Insieme alla donna, in manette sono finiti anche un 17enne e altre due persone. Gli abusi, secondo le indagini, sarebbero avvenuti nella casa di una coppia di coniugi.

Le ordinanze sono state emesse dal gip del Tribunale per i Minorenni di Palermo, Valeria Spatafora, e dal gip del Tribunale di Palermo, Maria Pino, su richiesta dei sostituti procuratori Francesca Lo Verso e Alessia Sinatra.

L’attività investigativa della sezione reati sessuali a danno dei minori della Squadra mobile di Palermo è stata avviata dopo una segnalazione degli assistenti di una casa famiglia dove era ospite una delle bambine vittime degli abusi. La piccola ha raccontato il suo dramma agli operatori e ai responsabili del Servizio di Neuropsichiatria Infantile, facendo scattare le indagini.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti, la madre avrebbe condotto più volte i tre figli nella casa dei coniugi, teatro dei giochi erotici pedofili. I piccoli sarebbero stati sottoposti agli abusi con una sorta di “gioco della verità” condotto dagli adulti con l’uso di una bottiglia. La principale vittima sarebbe stata la bambina, mentre i suoi fratellini nella maggioranza dei casi sarebbero stati soltanto testimoni obbligati. Gli adulti, inoltre, avrebbero visionato film pornografici e consumato hashish davanti ai tre bambini, che in alcuni casi sarebbero stati costretti anche a fumare sostanze stupefacenti.

Fonte tgcom 29 aprile

IL MIO COMMENTO

Animali! Ci risiamio! Un altro orribile caso di pedofilia!

Quando parliamo di pedofilia, pensiamo subito alla rete internet, allo scambio di immagini pedopornografiche, alle reti di pedofili, a Paesi poveri e lontani (come la Thailandia e il Brasile) e alle indagini condotte nel web dall’attivissima polizia postale. Ma al mondo reale chi ci pensa? Ci sono migliaia di casi ben lontani dalla rete internet e molto più vicini a noi dei Paesi poveri del Terzo e Quarto mondo. In ogni parte del mondo, ci sono pedofili indisturbati che abusano di minori indifesi. Solitamente il pedofilo approfitta delle situazioni di degrado, povertà e ignoranza per soddisfare le sue perversioni e deviazioni. Non è un caso che il fatto di cronaca si sia verificato in un quartiere povero di Palermo e abbia coinvolto una madre che, molto probabilmente, possiamo definire patologicamente “borderline”. Le persone “borderline” sono quelle affette da una  patologia i cui sintomi sono la disregolazione emozionale e l’instabilità del soggetto.

Ora, io credo che una donna che manda i propri 3 figli piccoli a fare sesso e ad assumere droga vada curata presso un ospedale psichiatrico e venga subito allontanata dai suoi bambini. Perseguirla penalmente non darà giustizia alla sofferenza e agli shock che i 3 fratellini porteranno dentro di loro per tutta la vita. L’allontanamento dalla madre, necessario per il reato che ella ha commesso e per il recupero psicologico dei bambini, sarà un ulteriore trauma che i figli subiranno! Ricordiamo infatti che nonostante le violenze subite, i bambini sono tutti e 3 sotto i 10 anni, un’eta in cui la presenza materna è comunque importante.

Anche in questo caso la segnalazione delle violenze è arrivata da una testimonianza diretta! Chissà come mai gli “orchi cattivi” e i genitori che si macchiano di simili reati, non subiscono mai delle segnalazioni da persone non implicate direttamente nella vicenda. Nessuno nota niente! Movimenti strani, possibilità economiche migliorate, sguardi o piccoli segnali che possono indurci ad attivare le forze dell’ordine e i servizi sociali.

Ora, vorrei distogliere per un attimo l’attenzione dalla madre, per soffermarmi sui due coniugi che materialmente violentavano e drogavano i 3 bambini! Ma che razza di esseri sono? Esseri umani? Possono degli esseri umani commettere simili nefandezze su 3 bambini, con abusi sessuali, violenze fisiche e psicologiche?

Cosa rischiano penalmente? Probabilmente, perchè incensurati non andranno nemmeno in galera! Io mi auguro che per determinati reati non ci sia magnanimità! Spero che inaspriscano pesantemente le pene per gli abusi sessuali e la pedofilia! Per quale motivo i cittadini italiani e stranieri dovrebbero temere la legge se, quando vengono commessi dei reati anche gravi, i rischi sono minimi rispetto ai crimini commessi?

Aiutiamo cristianamente le persone malate psicologicamente, ma nessuna pietà verso chi commette reati di questa gravità e pregiudica l’esistenza serena di un bimbo! I pedofili sono paragonabili ai peggiori assassini, perchè stroncano la vita nell’anima e rubano l’infanzia di vittime indifese!

La società e il mondo di oggi nascondono il male dietro ogni angolo e si muovono sempre nell’oscurità; sono le persone per bene che devono prestare attenzione a tutto ciò che induce al sospetto e devono intervenire segnalando a chi di dovere, tutte quelle situazioni anomale o poco chiare per logica, buonsenso e intuito!

Prestate sempre molta attenzione a ciò che difficilmente si nota, a chi trama nell’ombra, a chi è insospettabile e non a ciò che viene fatto alla luce del sole!

Prof.ssa Anna Ciriani

QUANDO I FIGLI INSEGNANO AI GENITORI…

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15enne contro genitori:no ad aborto

Pordenone, la minore va dall’avvocato

I genitori la invitano ad abortire e lei, una quindicenne di Pordenone, si rivolge all’avvocato “perché – dice – voglio allevare questo figlio con tutto l’amore di cui sono capace”. La storia è raccontata dal Gazzettino. La ragazza, secondo quanto ha raccontato al legale di fiducia, aveva avuto già un figlio nel 2006 poi dato in adozione. I genitori non condividono la relazione della figlia con un giovane operaio albanese. 

“Credo in Dio e nei principi della Chiesa – ha raccontato la ragazza al legale di fiducia – e quindi non voglio abortire. Voglio questo figlio. Non saprei sopportare il dolore di un altro allontanamento, né di un aborto”. La consulenza del legale, sempre secondo quanto scritto dal Gazzettino, servirà alla ragazza per portare a termine la gravidanza. L’avvocato, infatti, si è già rivolto al giudice tutelare, che deciderà al posto della famiglia.

Il quotidiano scrive che la quindicenne è figlia di una coppia ben inserita in città. I genitori non hanno mai condiviso l’amore della figlia per un operaio di origini albanesi. Quando hanno saputo che era incinta l’hanno invitata a consultare un medico. La ragazzina ha però deciso diversamente.

L’avvocato: “Deciderà il tribunale”
”Per sottrarsi alla volontà dei genitori che vogliono l’aborto – ha detto il suo avvocato Laura Ferretti – la ragazzina era scappata di casa andando a vivere, per qualche giorno, dalla famiglia del fidanzato”. ”Il ragazzo nel frattempo – ha detto ancora il legale – si è trovato un lavoro e anche la futura suocera ha dato piena disponibilità ad ospitarli e a contribuire al sostentamento della ragazzina e del nascituro. Nonostante questo i genitori della mia assistita sono andati a riprenderla e l’hanno convinta a ritornare a casa”.

”Il chiodo fisso della studentessa – ha proseguito – è quello di poter tenere il bambino e sinceramente mi sono convinta della bontà delle sue intenzioni per le modalità e la determinazione che sta dimostrando in questi giorni. Nella crudezza della sua età, si sta dimostrando pervicace e la scelta mi sembra consapevole. Dapprima si è rivolta ai servizi sociali del comune e quindi al mio studio legale. Assieme al fidanzato sono risoluti nel voler evitare un aborto, oppure un’altra traumatica adozione, unica opzione alternativa che i genitori le concedono all’immediata interruzione della gravidanza, sulla quale, peraltro, da quanto mi ha raccontato la giovane, sembrano in questa seconda circostanza non nutrire alcun dubbio”.

”La nostra strategia – ha spiegato Ferretti – è quella di attivare il giudice tutelare per chiedere che non si proceda col volere dei genitori della mia assistita: ormai siamo a pochi giorni dallo scadere del terzo mese di gravidanza e contiamo di poter scongiurare l’aborto. Assieme ai servizi sociali e alle istituzioni competenti vedremo poi come agire prima della nascita del bimbo, perché la ragazzina non reggerebbe nel vedersi per la seconda volta in due anni portare via il figlio appena partorito e vederlo sparire per sempre”.

Fonte TGCOM del 22 marzo 2008

Cosa ne penso io…

Intervengo in merito a questo caso di cronaca per molti motivi! Il primo fra tutti è perchè l’aborto, riportato da Giuliano Ferrara all’attenzione dei media e della politica con grande determinazione , è il tema centrale di questa notizia. Un altro motivo è dovuto al fatto che riguarda una ragazza di 15 anni e che, tra l’altro, è mia concittadina.

Permettetemi una premessa: nonostante la ragazza abbia solo 15 anni è già alla sua seconda gravidanza in quanto è gia madre di un bimbo nato nel 2006. Il primo figlio lo hanno dato in adozione procurandole un naturale dolore per il distacco e ora vogliono darle un secondo trauma e dispiacere con un aborto. Abortire non è come togliere un dente! Non si può rimediare a un errore commettendo altri errori! Non si può imporre un aborto, nemmeno a fin di bene! Possiamo motivare le nostre ragioni e i nostri suggerimenti ma non possiamo imporre, nemmeno a una figlia, una cosa così delicata come l’aborto. L’interruzione di gravidanza deve restare una scelta dell’individuo anche a 15 anni anche se la maturità di una ragazza di quell’età può essere messa in seria discussione.

Ora è mi è difficile pronunciarmi considerato che non conosco bene i fatti, ma la prima cosa che mi viene da analizzare riguarda il giovane fidanzato; da quanto ho capito è un ragazzo di cittadinanza albanese che lavora e vive onestamente nel nostro Paese. Probabilmente questi due ragazzi si vogliono bene anche se la loro avventatezza ha fatto in modo che si negassero gli anni più belli della loro vita. Quando succedono queste cose le persone con più esperienza di vita o un  po’ più maliziose potrebbero avanzare delle ipotesi a sfavore della famiglia del giovane albanese. Molto spesso i giovani o gli anziani possono essere manovrati per secondi fini che a noi possono sembrare assurdi. Non è raro che per ottenere la cittadinanza o determinate sicurezze si facciano dei veri e propri raggiri a sfavore di persone deboli e bisognose.

Questa è solo un’ ipotesi anche perchè se la ragazza si trova in questa situazione significa che anche i suoi genitori hanno probabilmente sbagliato qualcosa.

La ragazza ha partorito un bimbo nel 2006 e le è stato tolto per darlo in adozione. Questa, a mio avviso, è stata la prima violenza che la ragazza ha subito a prescindere dalla sua età! Dobbiamo ricordarci che la ragazza ha tenuto il bambino per 9 mesi nel suo grembo materno e che poi glielo hanno sottratto pensando di risolvere le cose.

Forse, i genitori della giovane mamma, più che per la giovane età della figlia, avevano dubbi sul giovane albanese o temevano i commenti della gente, le insinuazioni e i giudizi. O forse hanno solo cercato di cambiare il destino della figlia oltre che cambiare il suo cuore.  Un figlio partorito è pur sempre un essere umano e non una bambola che si può prendere e far sparire. Stessa cosa vale per la figlia alla quale spetta per diritto naturale la scelta di tenere il figlio o di abortire. La ragazza aveva già preso la sua decisione nel 2006 partorendo il primo figlio.

Purtroppo il destino ha voluto che lei diventasse prematuramente donna e mamma e ora non si può tornare in dietro. I genitori possono solo supportare la figlia nelle proprie decisioni, dandole tutto l’amore e l’aiuto psicologico di cui necessita. Credo che i servizi sociali dovrebbero prendere in mano la situazione aiutando le famiglie coinvolte ad uscire da questa difficile situazione. Sinceramente mi dispiace per i genitori della ragazza ma mi dispiace ancor di più per la figlia. Se questa ragazza dimostra, come dice il suo legale Laura Ferretti, una grande determinazione e maturità, ebbene allora che le venga ridato il bimbo che le hanno tolto e che le lascino la possibilità di scegliere se portare a termine la seconda gravidanza oppure abortire.

In tutta questa storia credo che siano i genitori della ragazza ad avere bisogno dell’aiuto dei servizi sociali. Non è facile essere genitori e tutti possiamo sbagliare qualcosa nel corso della nostra esperienza di madre o di padre ma l’importante è che a un errore commesso non se ne aggiungano degli altri per rimediare.

A volte anche i figli ci possono insegnare qualcosa a prescindere dalla loro età!

Chiaramente quanto ho scritto rimane un’opinione espressa in virtù di quanto ho letto e che potrebbe rivelersi completamente sbagliata poichè non conosco nè i fatti nei particolari nè le persone coinvolte.

Esprimo comunque tutta la mia solidarietà alla giovane coppia alle quale auguro di poter unire e organizzare la loro famiglia per un futuro sereno e in pace con i parenti.

Anna Ciriani