Elezioni comunali 2021 a Pordenone

WORK IN PROGRESS
Elezioni comunali 2021
Sullo sfondo il Campanile di San Marco svetta maestoso, quasi a voler accudire e proteggere il centro storico da quanto il passato ci ha lasciato in eredità.
Ma il resto della città, il commercio, l’industria, la sanità e molto altro, acclamano una rivoluzione.
I pordenonesi sono cittadini onesti, attenti e lavoratori e meritano molto di più! C’è ancora tanto da fare e al nostro futuro non importa nulla dei nostri problemi, delle pandemie o delle crisi economiche! Bisogna agire ora, per non perdere il treno diretto verso un futuro migliore, di benessere ed ecosostenibilità! Un concetto che andrebbe esteso ad ogni città italiana!
Un bacio a tutti dalla Vostra Prof Anna Ciriani 💋

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Anna Ciriani

FINALMENTE STIAMO TORNANDO IN-GIUSTIZIA!!!

Sicurezza, clandestinità sarà reato
Nel decreto pene più severe per i furti
Un inasprimento della normativa sull’immigrazione clandestina e una stretta sui permessi ai detenuti. Sono questi i due punti cardine del nuovo decreto sicurezza sul tavolo del governo che potrebbe essere già presentato nel primo consiglio dei ministri dopo la fiducia. La vera svolta del “pacchetto” sarà l’intoduzione del reato di clandestinità che consentirà l’immediata espulsione dell’extracomunitario irregolare.

Giro di vite per gli immigrati, che tentano di raggiungere le nostre coste sui barconi: saranno allontanati dal territorio italiano tutti coloro che non saranno in possesso dei requisiti di legge, ad esempio, un reddito legale. Il pacchetto sicurezza si annuncia molto duro anche contro gli autori di reati di strada. Aumenteranno le pene minime, che non consentiranno più la sospensione condizionale della pena. I reati sono stati individuati: minaccia, scippo, violazione di domicilio, danneggiamento, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale su donne e bambini. Compare anche il reato di rapina in appartamento, che sarà punito da 4 a 20 anni di carcere. L’introduzione fraudolenta in una casa che passa da una pena minima di 1 a 2 anni e la rapina andrà da 4 anni e mezzo a 6.

L’aumento delle pene minime sarà esteso anche ai reati di grave allarme sociale che prevederanno una circostanza aggravante, come le violenze sugli over 70 e sui disabili e che impediranno di poter fruire di agevolazioni come l’affidamento in prova ai servizi sociali. Inoltre, per chi compirà più volte lo stesso crimine saranno aboliti permessi premio, abbuoni parziali e semilibertà. Con il nuovo provvedimento il rito per direttissima non sarà più facoltativo, ma obbligatorio e il magistrato dovrà farvi ricorso davanti a una piena confessione della persona arrestata. Davanti a una prova evidente di colpevolezza il pm dovrà saltare l’udienza preliminare e andare al giudizio immediato.

Fonte TGCOM 10/5/2008

IL MIO COMMENTO

Finalmente uno spiraglio di luce e un’iniezione di fiducia che fa ben sperare per la sicurezza e la giustizia!
Dobbiamo essere fiduciosi e ottimisti per il futuro sperando che alle parole seguano concretamente i fatti.

Ultimamente, parlando con le persone, percepivo molto pessimismo sull’andamento socio-economico e politico italiano. Molte persone, dicono che il sistema fiscale e la crisi istigano giovani e imprenditori ad abbandonare l’Italia per cercare fortuna e una vita migliore all’estero. In Austria, ad esempio, l’erario preleva dalle tasche dei contribuenti il 25%, praticamente la metà di quanto non versiamo in Italia all’Agenzia dell’Entrate e in altri Paesi della Comunità Europea la situazione cambia di poco. Alcuni parlano degli Stati Uniti, che seppur appesantiti da una situazione economica difficile e da una società confusa e allo sbando, garantiscono molti privilegi a chi, con buona liquidità, decide di creare un business oltreoceano.

E’ davvero un peccato, per il nostro “Bel Paese”, vedere emigrare ricercatori, medici, professori, scienziati e imprenditori, poiché abbiamo tutte le carte in regola per risollevarci da questa crisi che tanto danneggia la nostra immagine all’estero e fa fuggire, per una politica sociale ed economica allarmante, molte famiglie.

Dobbiamo perseverare, seguendo delle linee rigide e severe che diano sicurezze e certezze ai cittadini!

Io, non ho nulla contro gli extracomunitari che cercano una vita migliore e onesta in Italia ma sono contro i clandestini! Quando viaggio, io ho un passaporto e se le leggi dello Stato che voglio visitare lo impongono, chiedo un visto di entrata! Chi vuole venire a vivere in Italia sarà sempre il benvenuto se vivrà nel rispetto delle regole e delle leggi!

Chi sbaglia deve pagare senza sconti! Chi arreca danno e sofferenza deve essere punito in base al reato che commette!

Speriamo sia la volta buona o sarà sempre più difficile risolvere i problemi e venirne a capo!

Prof.ssa Anna Ciriani

 

I giovani urlano il loro disagio

Il trailer sotto, tratto dal film “Death Sentence”, si collega all’argomento di oggi. E’ un film che ho visto qualche giorno fa, molto cruento e violento, parla di una famiglia felice che improvvisamente vive la tragedia e la disperazione, per il brutale assassinio di uno dei suoi componenti. Uno dei due figli perde la vita sgozzato, da un giovane balordo, davanti al padre, il quale decide di vendicarlo finendo egli stesso in una inutile spirale di sangue e violenza. Ve lo consiglio, nonostante la violenza, per l’ottima interpretazione di Kevin Bacon e per la trama avvincente dall’inizio alla fine. 

I GIOVANI URLANO IL LORO DISAGIO E LA LORO DISPERAZIONE

CON AZIONI  SCONSEDERATE E VIOLENTE

Ragazzi, che cosa vi sta succedendo?

I cinque balordi di Verona sono soltanto gli ultimi responsabili di un assurdo caso di cronaca in cui un giovane, nemmeno trentenne, ha perso la vita!

Ora la difesa farà in modo di confondere e screditare le accuse e al resto ci penserà l’attuale legislatura.

L’omicidio verrà attribuito a una sola persona e quella otterrà tutte le attenuanti che gli avvocati troveranno.

Non sarà più un omicidio intenzionale, ma casuale a seguito di una rissa scoppiata banalmente. Ma il problema non è più nemmeno la giustizia, che non punirà adeguatamente i responsabili, bensì il perchè nel 2008 un giovane muoia ucciso barbaramente. Nicola tommasoli non è morto per un tumore, un infarto, per un incidente sul lavoro o per un tragico evento! Nicola tommasoli è deceduto per i calci e i pugni che ha preso da 5 balordi e, qualunque sia la pena che quegli assassini subiranno, la povera vittima non tornerà in vita e  i suoi cari non potranno mai più riabbracciarlo. Dobbiamo comprendere il problema e cercare di estirparlo dalla sua radice affinché simili barbarie non si ripetano!

Mio marito mi disse che anche a lui, quando era più giovane, è capitato di trovarsi in mezzo a situazioni di violenza e di aver reagito per difendersi allo stesso modo, ma preservando sempre la ragione e mai perdendo completamente il controllo. Spesso mi racconta di essere intervenuto per sedare risse o per fermare persone che stavano esagerando.

Ora mi chiedo com’è possibile che nessuno dei 5 abbia cercato di calmare la situazione e di dire: “Ora basta ragazzi, calmiamoci!”. Come mai nessuno di loro è intervenuto per interrompere la violenza e l’accanimento verso quel giovane che a terra non dava più segni di vita?

Ora dobbiamo perdonarli perchè rei di aver commesso una ragazzata, magari un po’ alticci o istigati da una situazione poi trascesa e finita in tragedia?

A rendere “ingiustizia” ci penserà la legge, ci penseranno i magistrati, gli avvocati, i media e la società che non si ribella a un sistema marcio nelle sue radici.

I giovani…poveri giovani, con molte meno colpe di noi adulti! Che mondo gli stiamo dando? Che futuro stiamo preparando per loro se non siamo in grado di trasmettere dei valori, delle certezze, l’educazione e il rispetto.

Un teenager su 5 si ubriaca regolarmente e moltissimi sono i giovani che assumono droga. Ovviamente la maggior parte dei genitori sono spesso ignari di tutto ciò e si meravigliano quando i loro figli vengono accusati di essere allo sbando o commettono qualche bravata finita male! I ragazzi vivono di status symbol e di frivolezze! Il loro massimo è partecipare al “Grande Fratello” o far parte del mondo dello spettacolo! Se non hai un tatuaggio o un piercing rischi di non essere omologato o essere uno sfigato! Siamo noi i responsabili dei loro sensi di colpa e delle loro insicurezze che si tramutano in violenza, alcol e droga.

Credo che molti genitori non conoscono profondamente i propri figli, così come molti figli non conoscono realmente i propri genitori. Ci neghiamo e nascondiamo reciprocamente anche se noi ci fidiamo molto di più (ingenuamente) di quanto loro non facciamo con noi. La maschera che molti di noi indossano nella società ora rimane incollata al nostro volto anche all’interno della famiglia dove un tempo veniva tolta!

Sbaglia la famiglia, sbaglia la società e sbaglia il sistema! Noi genitori siamo diventati molto più egoisti e ci occupiamo poco dei nostri figli! Pensiamo che la scuola o i nonni possano sostituirsi a noi e invece, così facendo, li abbondoniamo nelle loro insicurezze. Secondo voi perchè si dice “i bei tempi andati”?

E’ proprio vero che stavamo meglio quando c’era molto meno materialmente, ma molto di più interiormente.

La violenza, l’alcol e la droga sono i mali di chi non sa vivere e noi li alimentiamo con la nostra incapacità di capire ed aiutare i giovani. Io trovo tutte le loro malefatte, autentiche richieste di aiuto di chi, non avendo voce, compie atti assurdi per mettersi in evidenza e manifestare il proprio disagio, arrivando persino a commettere omicidi.

Non siamo molto distanti dagli Stati Uniti! Mi riferisco alla nostra società allo sbando! Se non interverremo, sarà solo questione di tempo e anche da noi, i giovani inizieranno a commettere le stesse bravate e gli stessi atti criminali che tanto ci inquietano quando sentiamo le notizie ai tg!

Dobbiamo rallentare il ritmo della nostra vita, passare più tempo con i nostri figli, trasmettere loro i veri valori della vita, parlare molto, dar loro speranza e certezza di un futuro migliore e non farli sentire in colpa per quelli che sono i nostri errori.

La famiglia deve ridiventare il centro dell’esistenza e lo Stato deve garantire e investire per un futuro migliore. Nella Sacra Bibbia c’è scritto che il padre che non è severo con il proprio figlio non lo ama, perchè nulla gli insegna e, a questo proposito, credo che le punizioni possano dare molta certezza per quella che è la giusta via da seguire.

Per fortuna ci sono ancora moltissimi bravi ragazzi e restano comunque in netta minoranza i balordi, i drogati, gli alcolizzati e tutti gli altri giovani che vivono e dimostrano situazioni di disagio.

Dobbiamo chiedere scusa a tutti i giovani che si comportano male per colpa nostra e sperare che ognuno di noi comprenda la gravità del problema e cerchi le soluzioni adatte.

Ciò che mi avvilisce è notare come le forze politiche e gli stessi media strumentalizzino una giovane vittima per farne una battaglia politica! Qui la politica non c’entra nulla! Non è una questione di estrema destra o sinistra! Per comprendere la morte di Nicola dobbiamo analizzare i problemi sociali e della famiglia in modo profondo ed etico. Ci sono balordi che commettono guai perchè cresciuti nel degrado e nell’ignoranza ma questo non è il caso dei 5 giovani di Verona! Le motivazioni sono ben altre ed è per questo che vanno ricercate nel rapporto genitori-figli e nel sistema sociale. Ognuno di noi è colpevole per la morte di Nicola perché la società è un tessuto composto da tante famiglie e da tanti induvidui che noi tutti rendiamo ciò che sono nel bene e nel male!

Ce la possiamo ancora fare ad aiutarli e ad arrestare il crescente fenomeno!

Prof.ssa Anna Ciriani

 

 

ODIATE I VOSTRI COMPAGNI? FATEGLI UN DISEGNO HARD

Disegno hard, bimbi tolti a genitori

Milano,fratellini finiscono in comunità

Dramma familiare a Basiglio, nel Milanese, dove due fratellini, una bimba di 9 anni e un ragazzino di 13, sono stati sottratti ai genitori e messi in due comunità a causa di un disegno osè fatto in classe dalla bambina. Il provvedimento, scattato da 40 giorni, è stato applicato dopo che la maestra ha segnalato l’accaduto alle autorità. La bimba però nega di essere l’autrice del disegno, spiegando che si è trattato solo di un dispetto di una compagna.

Il disegno incriminato, secondo quanto riporta “Il Corriere della Sera”, ritraeva una bambina accovacciata su un ragazzino con la scritta “Giorgia (nome di fantasia) tutte le domeniche fa sesso con suo fratello, per 10 euro. A lei piace”. Chiamata a scuola a visionare il fumetto hard, la madre della bimba ha subito notato che la calligrafia non era quella della figlia, ma le sue parole non sono bastate per placare le polemiche e bloccare la segnalazione agli assistenti sociali.

“L’ha fatto una mia compagna per farmi un dispetto perché ho i dentoni e sono povera”, ha spiegato la piccola, ma anche la sua versione dei fatti non è servita a chiarire quanto accaduto. Una secca, ma inutile, smentita è arrivata anche dal fratellino. “Non ho fatto niente a mia sorella: non me lo permetterai mai”, ha detto il ragazzino, che però non ha potuto evitare l’intervento dei giudici.

Qualche dubbio su quanto accaduto in effetti è stato paventato dal giudice, ma i due fratellini sono stati comunque allontanati dalla famiglia. “Esistono rilevanti elementi di perplessità che potrebbero delineare invece l’ipotesi di un crudele episodio di bullismo ai danni di una bimba appartenente a una famiglia di modeste capacità economiche in una comunità ricca”, si legge nella motivazione del provvedimento del Tribunale dei minori, ma i ragazzini sono stati comunque trasferiti in comunità a titolo cautelativo.

I genitori dei bimbi intanto non riescono a darsi pace. “Siamo distrutti – ha detto il padre -. Ce li hanno portati via senza dare una spiegazione”. Contro l’allontanamento dai genitori da oltre un mese sta lottando l’avvocato della famiglia, che entro pochi giorni presenterà un reclamo formale contro il provvedimento. Nel frattempo i fratellini sono stati divisi e separati da mamma e papà.

Il giudice: “Situazione complessa”
Parla di una “situazione assai più complessa” di quella emersa prima degli accertamenti svolti il giudice del Tribunale dei minori di Milano. Il magistrato, sottolineano al Tribunale, ha emesso il provvedimento a tutela di tutti, soprattutto dei due minorenni, dopo aver sentito non solo fratello e sorella, ma anche l’insegnante che ha scoperto il disegno, il dirigente scolastico e i genitori dei due ragazzini.

E proprio perché si tratterebbe di una situazione assai più complessa con dubbi consistenti sull’autore (o sulle autrici) dei disegni, il giudice ha ritenuto importante nominare un esperto che svolga accertamenti sia sugli scritti che sui disegni. Il prossimo 28 aprile l’incarico verrà assegnato a un grafologo. Il prossimo 6 maggio è stata fissata l’udienza per il conferimento dell’incarico a una psicologa che si occuperà sia dei ragazzini che dei loro genitori. In entrambi i casi i legali della famiglia nomineranno un loro consulente. Intanto, i due minori che si trovano in due comunità protette distinte, sono già stati iscritti in un’altra scuola.

IL MIO COMMENTO

Già in passato ho parlato del potere mediatico e di come spesso e volentieri le informazioni vengano distorte.

Essere dei professionisti della notizia è molto difficile, soprattutto quando manca la lealtà che può alleggerire il peso della notizia.

Ogni giorno i quotidiani e i notiziari ci sconvolgono con notizie di ogni tipo e ancor di più possono sconvolgere i provvedimenti presi dalla giustizia.

Prendiamo in analisi l’ultimo caso in cui due genitori si sono visti sottrarre i propri figli, da un tribunale dei minori, per un disegno hard attribuito a uno dei due bambini della coppia.  Nel disegno vi erano raffigurati due bambini che avevano un rapporto sessuale.  Una scritta induceva a pensare che l’ autore si fosse macchiato anche della pena infamante dell’incesto.

L’italia, sconvolta dal clamore della notizia, è inorridita! Ovviamente la colpa è ricaduta sugli ignari genitori e i provvedimenti non si sono fatti attendere! In quattro e quattr’otto le istituzioni “rapiscono” i bambini al papà e alla mamma, sbigottiti per quanto gli stava capitando. Sul disegno vi era scritto che i bambini raffigurati erano due fratelli che spesso avevano rapporti sessuali tra loro! Ovviamente nessuno ha pensato a una burla perfida e infantile di un compagno di classe (nel caso specifico pare che la responsabile sia una bambina compagna di classe di uno dei due fratellini).

Io mi chiedo chi rimedierà e ripagherà lo shock subito per un allontanamento immotivato, per oltre 40 giorni, dai genitori che come unica colpa hanno quella di avere iscritto uno dei due figli nella classe sbagliata? Gli stessi genitori avranno sofferto molto per una situazione di cui non erano responsabili. Ma com’ è possibile che prima di intervenire non ci fosse stata certezza di prove inconfutabili?  Ammettendo, anche, che fossero stati colpevoli, non sarebbe stato meglio aiutarli con l’intervento degli psicologi e con l’amore dei genitori? Non pensano possa essere stato traumatizzante un allontanamento forzato rivelatosi per di più immotivato? C’è tanto garantismo per i politici corrotti, per gli assassini, i truffatori e per i bambini? Il più piccolo, accusato di essere l’autore del disegno hard (come l’hanno definito i media) ha perso ben 8 kg di peso per la sofferenza psicologica patita!

In Italia le istituzioni sono severe e risolutive quando dovrebbero essere più prudenti e riflessive e non sanno agire e assumersi le responsabilità quando hanno a che fare con casi difficili, in cui intervenire pesantemente sarebbe doveroso e auspicabile!

Ciò che mi sconvolge, è che poi, le istituzioni, non intervengono laddove ci sono realmente dei gravi disagi familiari. Ne è un esempio, un recente fatto di cronaca in cui una madre, colpita da una grave forma di esaurimento nervoso e nota ai servizi sociali, decide un bel giorno di ammazzare i propri figli, e con il maschio di 7 anni ci riesce accoltellandolo più volte al torace, mentre la femmina si salva grazie all’intervento del padre http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200712articoli/28503girata.asp.

In quel caso,  i servizi sociali e le istituzioni non sono intervenuti salvaguardando l’incolumità dei minori, così come non sono intervenute in molti altri casi in cui le pagine dei giornali si sono riempite di gravi fatti di cronaca, lasciando, spero, unicamente dei sensi di colpa per non aver fatto bene il proprio dovere!

Di questi casi ce ne sono a decine in Italia (fate una ricerca con google), situazioni in cui le istituzioni e la giustizia intervengono spesso in modo sbagliato e intempestivo.

Per essere giusti non servono grandi capacità professionali e nemmeno una grande cultura, basta un po’ di buonsenso e un minimo di sensibilità!

Non voglio diventare ripetitiva, ma trovo delle similitudini sulla leggerezza con cui è stato valutato e giudicato il mio caso. MI hanno punita con la sospensione al pari di un insegnante pedofilo o di un professore che ha commesso dei reati durante l’esercizio della professione. Il bello è che io non ho commesso reati nè a scuola nè fuori, mi sono sempre comportata bene e sono stata sospesa, mentre gli insegnanti che hanno commesso dei reati gravi, hanno avuto il mio stesso trattamento e sono tutti stati reintegrati. E’ facile sbarazzarsi di problemi inesistenti ed è ben più difficile risolvere i veri mali che affliggono tanto la scuola quanto la società.

Ovviamente il titolo è unicamente provocatorio pertanto spero che l’odio e l’invidia rimanga un sentimento che solo gli adulti possono provare. I bambini devono essere educati al rispetto e alla tolleranza, pertanto mi auguro che i genitori della bambina, responsabile di questo scherzo di cattivo gusto, la riprendano e le facciano capire le gravi conseguenze che ha inflitto ai due bambini, per il suo sconsiderato gesto.

Concludo con la speranza che i due fratellini di Basiglio non abbiano subito dei veri traumi per colpa di chi ha gestito male questo caso e voglio dare ai genitori dei bambini, tutta la mia solidarietà per il difficile momento che hanno passato.

Prof.ssa Anna Ciriani

 

Riammessa la prof che si faceva palpare in classe

 

Filmini hard, riammessa docente

Lecce, prof palpeggiata su YouTube

La notizia era già stata preannunciata, ora arriva la conferma: è stata riammessa nelle graduatorie regionali per l’insegnamento la professoressa quarantenne di Monteroni di Lecce indagata per corruzione di minorenne dopo la diffusione su You Tube di filmati che la ritraevano mentre si faceva palpeggiare in classe dai suoi alunni. La riammissione è stata disposta dall’ufficio scolastico regionale. 

Il Tar di Lecce ha infatti accolto il ricorso presentato dall’insegnante contro il provvedimento provvisorio di sospensione deciso dall’autorità scolastica in seguito all’indagine. La docente, che viene chiamata per supplenze non essendo titolare di cattedra, era stata protagonista di due filmini hard girati con videofonini da suoi alunni e poi immessi su internet da sconosciuti.

La donna era stata sospesa dall’incarico per due anni ed è tuttora al centro di due inchieste, una della Procura della Repubblica e una ministeriale. Il primo filmato messo in rete la ritraeva mentre, seduta dietro la cattedra, veniva palpeggiata da alcuni studenti, tutti minorenni.

Fonte TGCOM del 19 aprile 2008

La mia opinione:

Ogni qual volta leggo di docenti che sono stati riammessi all’insegnamento, dopo aver commesso dei presunti reati più o meno gravi, non posso fare a meno di restare sbigottita.

In questi ultimi mesi i fatti di cronaca non hanno risparmiato di certo la scuola! I prof colpevoli di omicidio e pedofili riammessi all’insegnamento, il prof sorpreso da un alunna a masturbarsi in classe e che non hanno sospeso, il prof accusato di aver fumato uno spinello in classe e che pare già reintegrato, i prof violenti o assenteisti mai sanzionati, mentre io, professoressa che non ho mai commesso reati nè a scuola nè tantomeno fuori, sono sospesa da 5 mesi, nonostante venga considerata un’insegnante professionale, seria, preparata e morigerata.

Inutile negare che il mio caso crea subito un parallelo con quello dei professori menzionati, e non solo (vedi Lina del Grande Fratello), che hanno violato in alcuni casi la legge durante lo svolgimento della propria attività professionale, mentre in altri casi, come il mio o quello di Lina del GF, le contestazioni riguardano il comportamento nella vita privata.

Ciò che mi indispone è il fatto che io non ho mai violato nessuna legge a differenza dei docenti saliti agli onori della cronaca per differenti reati a loro contestati, e il mio comportamento professionale è sempre stato integerrimo. Io non ho mai ricevuto alcun richiamo scritto o verbale, anzi come docente sono sempre stata sempre molto stimata, da presidi e colleghi, perché, come già detto, seria (il mio telefonino è sempre spento durante le lezioni), preparata e professionale nell’attività didattica.

Gli stessi alunni mi vogliono bene (anche se insegno agli adulti, la maggior parte dei quali extracomunitari).

Quando mi incontrano i miei ex alunni minorenni o le mamme dei miei ex alunni ci sono sempre delle manifestazioni di stima e di affetto!

Perdonatemi se ribadisco per l’ennesima volta di non essere stata io a divulgare le immagini o il video che mi ha ripresa a Berlino, ma terze persone segnalate alle autorità competenti.

Per il resto, io ho sempre pensato di essere una persona libera e, in quanto tale, di poter vivere liberamente la mia sessualità e la mia pudicizia. Come già detto non esiste un codice deontologico per gli insegnanti. Anche questa considerazione mi ha lasciata perplessa, quando Lina (del grande fratello) è stata perdonata dall’ordine dei medici nonostante le sue pubbliche effusioni amorose, mandate in onda da una tv nazionale e viste da milioni di spettatori. In quel caso c’era tra l’altro il suo implicito consenso conseguente alla liberatoria di essere filmata e mandata in onda 24 su 24. Non che io abbia nulla contro di lei, anzi la difendo, perché trovo ingiusto che l’ordine valuti un suo comportamento indotto dalla situazione che ha vissuto, e dimentichi di valutare il comportamento di quei medici che in ambito professionale sono stati riammessi dopo aver causato prooblemi irreversibili a sfortunati pazienti, vittime della scarsa professionalità e competenza di chi gli ha curati od operati.

Tornando al mio caso ora mi chiedo: “potrò più andare in un camping nudista, in una fiera dell’eros o in un cinema porno se mi va? E se qualcuno mi riprende e mi mette su youtube?

Trovo discriminante il fatto che io , in quanto insegnante, non abbia il diritto di vivere la mia vita e la mia sessualità come preferisco, pur continuando ad essere stimata e considerata nel mio lavoro.

E’ come se vietassero a un docente gay di convivere con una persona dello stesso sesso o di frequentare ambienti omosessuali.

La mia domanda rimane sempre la stessa: ma se non commetto alcun reato e non faccio male a nessuno, così come in ambito professionale sono integerrima e ben considerata, per quale motivo non posso vivere liberamente la mia vita privata? Perché sono sospesa da 5 mesi pur non avendo commesso alcun reato, pun non essendomi mai comportata male a scuola e pur non essendo responsabile della divulgazione di foto e filmati che mi ritraggono?

Perché una docente che ha assunto determinati comportamenti a scuola ed è sotto inchiesta della Procura della Repubblica, oltre che sotto inchiesta Ministeriale, per dei gravi reati commessi (e ripresi) durante le ore di lezione, viene riammessa a scuola?

Sono stata massacrata dai media e dalla giustizia per aver vissuto nel lecito la mia vita privata!

Io continuo a dire: “ingiustizia italiana”!

Prof.ssa Anna Ciriani